Roba che stona. il manifesto di atonal magazine
Quello che nasce da comunità, aggregazione, centri culturali e sociali, sta diventando anch’esso prodotto di consumo, anestetizzato e ripulito da ogni scomodità ed originalità artistica.
Atonal Magazine nasce per celebrare la dissonanza musicale e sociale che, oggi più che mai, vacilla sotto le pressioni di un mondo usa e getta.
Essere Atonal è dire no all’omologazione sonora e sociale, all’estetizzazione delle culture, alla mercificazione dell’arte. È abbracciare la contaminazione. È l’esperimento che prevale sul prodotto finito, anche quando il prezzo da pagare è l’invisibilità.
Ci sono molti spazi indipendenti che, fortunatamente, ancora oggi promuovono una cultura che nasce dal basso: centri sociali, collettivi, festival ed eventi underground che non si vedono sui manifesti del centro città, ma continuano silenziosamente a creare innovazione ed inclusività.
È da questi spazi e con le persone che li frequentano che vogliamo raccontare le nostre storie.
Crediamo nella musica come forma d’arte di resistenza e libertà. Anche politica.
Vogliamo dare spazio alle realtà più autentiche e coraggiose, che scelgono di rimanere ai margini per restare libere e riportare al centro del discorso ciò che nasce senza un fine, se non quello di esprimere, comunicare, aggregare e provocare.
Liberi da limiti di genere o espressione: da una chitarra distorta ad un kick pungente, passando per qualsiasi altra forma d’arte che rifiuti l’omologazione, qui non troverete etichette ma solo storie.
Lontani dalle tendenze, vogliamo parlare dei progetti di chi resiste, sperimenta ed ha qualcosa da dire, anche se non suona bene.
Se credi che ci sia ancora il bisogno di spazi, fisici o virtuali chi siano, dove coltivare l'indipendenza reale e la creatività che non si vende, suona fuori scala, sei nel posto giusto.
Lo spazio è il luogo.
Benvenuto su Atonal Magazine.
Roba che stona.
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